
Smooth Operator
a cura di Gabriele Tosi
Villiam Miklos Andersen
Lavanderia
Via Lamarmora 26, Milano
Nella celebre canzone di Sade, lo smooth operator è un escort internazionale che non lascia trasparire sentimenti. Il distacco emotivo lo conforma e gli permette una facile ascesa sociale.
Villiam Miklos Andersen (Kalundborg, Danimarca, 1995) lavora con scultura, installazione e progetti relazionali. La sua ricerca indaga i sistemi economici del presente da una prospettiva queer. In particolare, osservando ambienti di lavoro a maggioranza maschile, considera i prodotti e i servizi come fonti di normatività.
La prima personale dell’artista in Italia indaga il comfort come un prodotto istituzionale che regola chi appartiene a un contesto e a quali condizioni. Pone domande sui costi emotivi del mantenimento, della protezione e della circolazione del benessere.
La personale si sviluppa sui tre piani e interpreta l’architettura come una sequenza di spazi con diverse funzioni. Le opere avvicinano elementi che normalmente restano separati: lavoro e festa, cura e ristoro, back office e spazio di relazione. Oggetti standardizzati cambiano registro attraverso materiali e lavorazioni che li rendono sensoriali: luce e trasparenza, ritmo, odore, tatto.
Il cruising è una forma di conoscenza spaziale sviluppata in condizioni di vincolo. Si fonda su attenzione, percezione reciproca e codici condivisi: modi di trovarsi dentro ambienti pensati per altri scopi. Andersen avvicina i sistemi logistici con la stessa attitudine. Le opere introducono derive e ritardi e ricalibrano il passaggio dei corpi in spazi costruiti per circolazione e controllo.
La mostra stessa è pensata come uno spazio di cruising. Invita a scivolare all’interno di una coreografia di situazioni in cui scegliere tra un benessere pronto da consumare e uno da sudare, mettendo in gioco corpo e sensi.
- Opening
26 febbraio 2026, 18:30
- Orari
Gio – Dom, 14:30–19:00
Ultimo ingresso alle 18:30 Ingresso libero.
Per informazioni contattare [email protected]
Smooth operator è prodotta da Fondazione Elpis con il generoso contributo della New Carlsberg Foundation, della 15. Juni Fonden, della Danish Arts Foundation, della Knud Højgaard Fond e della Den Hielmstierne-Rosencroneske Stiftelse.
La mostra contiene opere co-prodotte con: Walter Bernath, M.B. Pedersen, Dayananda Nagaraju, Antonio Davanzo, Victor Miklos Andersen, Matteo Coluccia, Abirami Logendran.













