
Basement
The Flower Requiem Whistling Vases
a cura di Threes Productions
Vica Pacheco
Lavanderia
Via Lamarmora 26, Milano
Fondazione Elpis, in collaborazione con Threes, presenta la terza edizione di Basement, progetto di sperimentazione sonora al crocevia tra arte contemporanea, suono e performance che propone un’installazione site specific pensata appositamente per il piano seminterrato della Fondazione.
Vica Pacheco è la protagonista di questa nuova edizione con un intervento installativo interattivo.
La serie di vasi in ceramica modellati in 3D, intitolata The Flower Requiem Whistling Vases, evoca i ricordi d'infanzia dei grandi bouquet di gigli profumati della nonna dell’artista, il cui odore impregnava la casa di famiglia, e dei vasi di terracotta che sua madre riempiva di ortensie e agapanti. Vica Pacheco è affascinata dall'esistenza effimera.
Queste opere acustiche sono ispirate ai richiami degli uccelli: i fischietti imitano infatti il canto di diverse specie e la loro forma irregolare richiama l’anatomia dei vari uccelli piumati.
The Flower Requiem Whistling Vases invita a ristabilire un legame di empatia e cura verso la natura, sensibilizzando sulla necessità di proteggerla. I suoni e le melodie dei vasi che compongono l’opera, danno corpo a una sorta di requiem che accompagna i fiori verso la fine della loro vita.
Vica Pacheco ha preso parte all'edizione 2025 di Una Boccata d'Arte a Bagnara di Romagna (RA), Emilia Romagna.
The Flower Requiem Whistling Vases, apre in contemporanea con A te non resta che abitare questo desiderio, mostra di restituzione delle residenze che si sono svolte nel corso della prima edizione di Atelier Elpis.
- Opening
Giovedì 13.11.2025
h 18.00 - 21.00
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The Flower Requiem Whistling Vases è un’installazione inedita di Vica Pacheco (Oaxaca, 1993) che intreccia memoria, materia e suono in una riflessione poetica sulla transitorietà e sulla cura. L’opera affonda le sue radici in un ricordo personale dell’artista - il profumo dei gigli che decoravano la casa della nonna, i vasi di terracotta che la madre riempiva di ortensie e agapanti - per tradursi in un rituale acustico e scultoreo. Attraverso questa memoria sensoriale, Pacheco costruisce un gesto di trasformazione: il respiro diventa voce, il suono ac- compagna il ciclo vitale dei fiori, dalla fioritura alla loro inevitabile dissolvenza.
Ogni vaso, modellato in ceramica tramite processi digitali tridimensionali, si comporta come un flauto d’acqua: un corpo ibrido, al tempo stesso contenitore e strumento musicale. Quando l’aria lo attraversa, produce un fischio, un soffio fragile, vibrante, che richiama il canto degli uccelli e traduce in suo no la vitalità effimera della materia organica. I trilli e i tremolii che emergono da questi corpi porosi evocano la bellezza instabile dei fiori e la loro lenta metamorfosi, componendo un requiem che è, al contempo, un atto di ascolto e di attenzione.
L’installazione si articola in tre ambienti distinti, ciascuno caratterizzato da una propria identità spaziale e sonora.
Nella prima stanza, un unico vaso, collocato al centro, si anima grazie a un sistema ad aria compressa, trasformando il silenzio in un soffio vitale.
Nella seconda, due vasi si fronteggiano come in un dialogo sospeso, dove l’equilibrio tra attesa e risonanza genera una tensione percettiva.
Infine, nella terza stanza, una costellazione di vasi disseminati nello spazio compone un paesaggio corale: le loro voci, registrate e diffuse in multicanale, si espandono in un ambiente immersivo che trasforma l’intimità del re- spiro in un’esperienza collettiva di ascolto.
Con The Flower Requiem Whistling Vases, Pacheco costruisce un ecosistema sensibile in cui aria, acqua e argilla si incontrano in una coreografia fragile ma persistente di vita e dissolvenza. I suoi whistling vases diventano corpi che respirano, strumenti di empatia che uniscono umano, vegetale e più che umano, invitandoci a considerare l’ascolto come una forma di cura e il suono come una memoria in continua trasformazione.
I vasi sono accompagnati da composizioni floreali realizzate in collaborazione con Clinica Botanica, studio milanese che unisce design, botanica e pratiche di sostenibilità, intrecciando sensibilità scultorea e vegetale in un gesto di cura e consapevolezza ecologica.







